Saluzzo è una piccola città piemontese, uno di quei centri di provincia dove si respira ancora, in certi angoli, l’eco dell’atmosfera vagamente parigina che pervadeva la Torino di fine Ottocento, ancora legata al suo ruolo di capitale del Regno di Piemonte… Ma Saluzzo, in un tempo ancora più lontano, una capitale lo era davvero: per quattro secoli fu il centro di un marchesato intraprendente nel favorire commerci, amante dell’eleganza e dell’arte.
Sin dal 1142 il Marchesato di Saluzzo fondò la sua indipendenza su una accorta politica di alleanza tra Francia e Savoia. La sua corte, splendida e ricca, ci parla attraverso quei tesori tardogotici, che sono oggi tra i monumenti più significativi della città. Castelli, abbazie, borghi e pievi, disseminate nel territorio circostante sono testimonianza di una ricchezza storico-artistica tra le più evidenti del Piemonte, e non solo.
Situata nel Piemonte sud-occidentale, ai piedi dell’arco alpino, Saluzzo è una cittadina che affascina anche chi vi giunge per caso e si perde nella rete di strade, vicoli, scalinate, portici. Tra i suoi principali monumenti, il Duomo, esempio di stile tardo gotico lombardo fra i più ampi del Piemonte. L’interno, imponente e severo, conserva alcuni piccoli gioielli come il polittico in noce a otto scomparti del fiammingo Hans Clemer, il deambulatorio ricco di arredi lignei intagliati, l'altare maggiore barocco dedicato all’Assunta, il dorsale marmoreo del primo cinquecento raffigurante La Natività, la Fuga in Egitto, i Santi Pietro e Paolo, l’Annunciazione e la Resurrezione. In salita al Castello lo scenario architettonico è costituito dall’elegante Palazzo della Zecca, dal vecchio Palazzo Comunale dominato dalla torre quadrata, dal Palazzo delle Arti liberali, abbellito da affreschi cinquecenteschi. L’imponente Castiglia si erge al sommo della strada; caduta in rovina, ripristinata e trasformata in carcere da Carlo Alberto, oggi è al centro di un ampio progetto di recupero e riqualificazione. La Chiesa e l’attiguo Chiostro di San Giovanni sono la testimonianza più fedele del periodo marchionale. L’insieme gotico è interrotto dall’inserimento barocco dell’altare della Madonna del Rosario, mentre la decorazione interna dell’abside è un eccezionale esempio di gotico fiammeggiante in stile borgognone. Poco distante dalla chiesa, Casa Cavassa, abitazione signorile dei secoli XV e XVI, al cui interno sono esposti arredi, affreschi, dipinti e opere di Hans Clemer, restituita agli antichi splendori dopo un lungo restauro terminato qualche mese fa. Non vanno dimenticate la Casa natale di Silvio Pellico e la barocca Chiesa di San Bernardo.
Lungo la strada verso la Val Varaita si incontra il Castello di Manta, imponente casa-forte medioevale adattata nel XV secolo a residenza signorile: all’interno, un ampio salone a grottesche e la sala baronale decorata dai bellissimi affreschi raffiguranti Nove prodi, nove eroine e la Fontana della Giovinezza, opera di Jaquerio e aiuti.
Dirigendosi da Saluzzo verso Barge, invece, è d’obbligo la sosta all’Abbazia di Staffarda, fondata nella prima metà del secolo XII per opera dei Monaci Cistercensi. Nel 1750 con bolla pontificia di Benedetto XIV, l'Abbazia venne data in commenda perpetua all'Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro. Il complesso abbaziale comprende la Chiesa con l'elegante chiostro a colonnine binate (conservate soltanto nei lati nord e ovest), gli edifici monastici (notevoli gli ambienti della foresteria, refettorio, la sala capitolare) e nove cascine. |